Il Presepe che unisce

P1020013Sabato a Cunardo, piccolo ridente paese prealpino, è andato in scena per la prima volta il Presepe vivente. Come vuole la tradizione cunardese quando si fa una cosa tutti, ma proprio tutti, si sono dati da fare. C’erano i bambini dell’asilo con le loro maestre e quelli delle quinte elementari vestiti da angioletti, c’erano i volontari della Pro Loco che hanno allestito capanna e scenografia, c’erano gli asinelli e la capretta, c’erano genitori e figli vestiti da pastori, c’era il vice sindaco che preparava le frittelle e il consigliere comunale che interpretava Melchiorre.

Nessuno si è tirato indietro, c’erano i cunardesi vecchi ma soprattutto quelli nuovi, di altre nazionalità e di altre religioni. Contenti i primi di immaginarsi a Betlemme in un clima di divertita serenità e contenti i secondi di partecipare attivamente a questa festa della loro nuova comunità.

Nessuno si è sentito offeso, nessuno si è sentito discriminato. A chi ha paura del presepe, a chi lo usa per fini “politici”, a chi lo usa per fomentare gli estremismi di destra o di sinistra che siano, auguro di essere contagiato dalla pace e dalla letizia di quel mistero antico che è la Natività.
Per tutti gli altri l’appuntamento è fra poco, a mezzanotte, davanti alla piccola capanna. C’è da scartare i regali!

Buon Natale a tutti!