Partito Democratico: serve una scintilla, subito.

Partito Democratico: serve una scintilla, subito.

Partito Democratico: serve una scintilla, subito.

Se si guarda la parabola del PD dal 4 marzo ad oggi, sembra davvero di essere immersi in “Aspettando Godot”. Proprio come i protagonisti del capolavoro di Beckett, viviamo da marzo in una surreale attesa dell’arrivo da Roma di risposte e di decisioni. Ma Godot non arriva. Abbiamo passato questi quattro mesi a discutere e a dividerci sul ruolo di Maurizio Martina: vice, segretario, reggente, pro-tempore, traghettatore. Mentre fuori l’Italia andava ad una velocità doppia tra le braccia nere del pentaleghismo. Sarebbe però sbagliato dare tutte le colpe al livello nazionale, se abbiamo perso tempo in questi mesi è anche colpa nostra, della “base”. Abbiamo perso mordente sui territori e non siamo riusciti a reagire. Ipsos nella sua rilevazione di lunedì stima il PD al 17% mentre Lega e 5 Stelle raccolgono insieme il 62% dei consensi, uno scenario mai visto prima in Italia, un dato che non può essere letto con triste rassegnazione. C’è urgente bisogno di uno scatto d’orgoglio. C’è urgente bisogno che il Pd torni protagonista, che si riaccenda al più presto una scintilla per unire chi nel Paese non si rassegna. In 50 giorni il Governo Conte e la sua maggioranza hanno messo in discussione i valori e i principi sempre difesi nella storia repubblicana (la solidarietà, l’accoglienza, la legalità, l’europeismo, perfino l’umanità), hanno minato le regole che stanno alla base del nostro vivere civile. Per questo credo sia un errore rimandare il congresso nazionale a marzo 2019. Celebrare i congressi provinciali e regionali a ottobre non basta, anzi. Sganciati dal dibattito nazionale rischiano solo di diventare una contesa tra cordate locali o, peggio, finti unanimismi. Il congresso è il luogo che ci siamo dati nel quale confrontarci non solo sull’idea di partito ma soprattutto sull’idea di Paese. Si faccia in autunno. Serve una nuova leadership e un nuovo progetto. Perché aspettare ancora otto mesi arrivando troppo vicino a scadenze importanti come le elezioni amministrative (vanno al voto 86 comuni in provincia di Varese) e le Europee? Credo quindi vada fatto ora ogni tentativo per smuovere le acque. Dimettendomi dalla segreteria provinciale ho lanciato un sasso nello stagno ma con una forza ben maggiore è arrivata pochi giorni fa la lettera firmata da tutti i segretari provinciali dell’Emilia Romagna che chiede di celebrare il congresso nazionale in autunno. Un episodio che lascia ancora sperare, nell’attesa di una scintilla.

2018-07-25T14:19:08+00:00 25 luglio 2018|Generale|